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Cosa fare per rispondere ai bisogni
dei pazienti con mielofibrosi?

Cosa fare per rispondere ai bisogni dei pazienti con mielofibrosi?

Il progetto BEAT ha messo in luce molti aspetti cruciali legati alla gestione della mielofibrosi, in particolare per quanto riguarda l’anemia e le trasfusioni di sangue. La mielofibrosi è una malattia complessa che pone numerose sfide cliniche, organizzative e personali. Un esempio è la dipendenza dalle trasfusioni, che rappresenta un notevole carico in termini di tempo, risorse e impatto economico, sia per i pazienti sia per il Sistema Sanitario Nazionale.

Dalla consapevolezza di queste difficoltà nasce la necessità di migliorare l’esperienza dei pazienti, ottimizzando il percorso di cura e offrendo un supporto completo – non solo dal punto di vista clinico, ma anche attraverso altri fattori come una comunicazione chiara ed efficace e un accesso adeguato a servizi di sostegno psicologico.

Uno degli obiettivi principali del progetto BEAT è stato proprio quello di identificare i bisogni più rilevanti delle persone che convivono con la mielofibrosi e di proporre azioni concrete per rispondervi.

In collaborazione con AIPAMM (Associazione Italiana Pazienti con Malattie Proliferative), abbiamo definito 8 punti chiave su cui lavorare per migliorare la qualità della cura, dell’assistenza e della vita delle persone con mielofibrosi (riportati nell’immagine che segue).

Quali sono le fonti d’informazione più usate dai pazienti con mielofibrosi?

Terapie innovative per mielofibrosi e anemia

Investire nella ricerca per individuare le cause molecolari della mielofibrosi e sviluppare trattamenti innovativi che affrontino la malattia alla radice, con l’obiettivo di eradicare o bloccarne la progressione. Sviluppare inoltre terapie che contrastino e non aggravino l’anemia, per ritardare così la dipendenza da trasfusioni.

Ottimizzare gli accessi ospedalieri

 Favorire scelte terapeutiche e modelli organizzativi che riducano il tempo trascorso nelle strutture sanitarie e, quando possibile, la frequenza degli accessi ospedalieri. Da un lato ottimizzando i processi per ridurre i tempi di attesa, con particolare attenzione alle giornate di trasfusione, dall’altro potenziando servizi come la telemedicina e l’assistenza a domicilio, soprattutto per i pazienti più fragili.

Promuovere le donazioni di sangue

 Promuovere e sostenere le associazioni di donatori di sangue per garantire il successo delle campagne di donazione e aumentare il numero di donatori, affinché il fabbisogno di sangue sia sempre soddisfatto. Garantire un’adeguata informazione sull’importanza delle donazioni come strumento salvavita e sui diritti dei donatori, come i permessi lavorativi. Assicurare un facile accesso ai punti di donazione e un uso responsabile delle risorse di sangue.

Fonti di informazione affidabili e accessibili

Garantire l’accesso a informazioni di qualità sulla mielofibrosi e le sue complicanze, come anemia e necessità di trasfusioni. Promuovere la collaborazione tra medici di medicina generale, ematologi e associazioni pazienti per assicurare che le informazioni siano coerenti, affidabili, aggiornate, spiegate con un linguaggio semplice e chiaro e facilmente accessibili. In questo, le associazioni pazienti possono svolgere un ruolo centrale nel raggiungere e informare il maggior numero possibile di pazienti.

Ampliare l’accesso al supporto psicologico

Garantire a tutti i pazienti che lo necessitano l’accesso ai servizi
di sostegno psicologico, a prescindere dallo stadio della malattia. Il supporto deve essere percepito come un accompagnamento lungo il percorso terapeutico, non come un segnale di aggravamento. È essenziale che anche i professionisti sanitari siano consapevoli dei benefici che questo supporto può offrire al paziente, anche in termini di gestione della terapia. Inoltre, le associazioni di pazienti devono essere sensibilizzate a informare i pazienti su come attivare questi servizi e sui loro diritti.

Gruppi di supporto inclusivi

Organizzare e rendere noti i gruppi di supporto ai pazienti è fondamentale, offrendo la partecipazione a chi lo desidera. È consigliabile creare gruppi omogenei, con pazienti che condividono condizioni e aspettative di vita simili. Inoltre, è essenziale includere modalità di accesso diverse, come i gruppi online o ibridi (in remoto e in presenza), per venire incontro alle necessità e preferenze dei pazienti.

Aiuto finanziario per i pazienti

Implementare misure per migliorare l’accesso alle prestazioni assistenziali e sociali per i pazienti con mielofibrosi è essenziale. È cruciale potenziare la formazione dei decisori, come i medici del lavoro, sulla patologia e le sue conseguenze per garantire soluzioni di supporto, come il lavoro da remoto. Inoltre, è fondamentale informare i pazienti sui loro diritti e risorse disponibili e collaborare con i decisori a tutti i livelli per semplificare le procedure burocratiche di accesso.

Formazione e aiuto per i caregiver

Formare i caregiver sulle pratiche di assistenza, fornendo informazioni adeguate e complete, è fondamentale.
È cruciale offrire loro supporto psicologico per gestire lo stress emotivo e le sfide quotidiane, e garantire la flessibilità lavorativa necessaria. È inoltre essenziale promuovere l’importanza del ruolo dei caregiver attraverso
campagne di sensibilizzazione, per creare una rete di sostegno più efficace che possa supportare anche i pazienti più isolati. Infine, l’inclusione di pazienti meno coinvolti nella rete di supporto potrebbe favorire il sostegno tra persone in condizioni simili.

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Quanto pesa l’anemia?

Quanto costa gestire l’anemia nella mielofibrosi (in tempo e denaro)?